Cartello stradale bilingue con la scritta Aosta e Aoste e lo stemma della città, con le montagne sullo sfondo
Cartello bilingue Aosta / Aoste all'ingresso della città — foto: Rossano · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Appena entrate in Valle d'Aosta ve ne accorgete: i cartelli stradali riportano due nomi, Aosta e Aoste, i paesi si chiamano Excenex, Entrebin, Arpuilles, e negli uffici pubblici i documenti sono in italiano e in francese. Non è un vezzo turistico, ma il risultato di una storia lunga diversi secoli, che fa della Valle d'Aosta una delle regioni linguisticamente più ricche d'Italia. Capire questa storia aiuta a leggere il territorio con occhi diversi, dai nomi dei villaggi ai menù dei ristoranti.

Una valle al crocevia delle Alpi

La Valle d'Aosta è sempre stata una terra di passaggio. I valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo la collegano da millenni con le attuali Francia e Svizzera, e per secoli la regione ha guardato tanto verso nord e verso ovest quanto verso la pianura padana. Dal Medioevo la valle entrò nell'orbita dei Savoia, una dinastia nata proprio sul versante francofono delle Alpi, e la cultura delle élite, dell'amministrazione e della Chiesa si orientò naturalmente verso la lingua francese.

Il francese lingua ufficiale

Un passaggio importante arrivò nel Cinquecento, quando il duca Emanuele Filiberto di Savoia stabilì che negli atti pubblici della valle si usasse il francese al posto del latino. Da allora, per secoli, il francese fu la lingua dell'amministrazione, della scuola e della cultura scritta. Con l'Unità d'Italia e soprattutto durante il ventennio fascista, quando si cercò di imporre l'italiano anche nei nomi dei paesi, il francese venne fortemente ostacolato.

Dopo la Seconda guerra mondiale la Valle d'Aosta ottenne lo Statuto speciale di autonomia, che riconosce la parità tra la lingua italiana e quella francese. Ancora oggi le due lingue convivono negli uffici, nella segnaletica e nell'insegnamento scolastico, e molti toponimi hanno ripreso la loro forma originale francese dopo gli anni dell'italianizzazione forzata.

Il patois, la lingua di casa

Se il francese era la lingua della scrittura e delle istituzioni, nelle case, nei campi e negli alpeggi si parlava un'altra lingua: il patois valdostano, una varietà del francoprovenzale, la famiglia linguistica diffusa anche in parte della Savoia, della Svizzera romanda e di alcune valli piemontesi. Il patois cambia da un villaggio all'altro, con parole e pronunce diverse anche tra paesi vicini, e conserva un lessico ricchissimo legato alla vita di montagna, al bestiame, alle stagioni.

Oggi il patois è parlato soprattutto dalle generazioni più anziane e nei piccoli centri, ma è oggetto di numerose iniziative di tutela e valorizzazione, anche nelle scuole. Molte parole sono entrate nell'uso quotidiano e le ritroverete nei nomi di feste e tradizioni, come la Désarpa, la discesa delle mandrie dagli alpeggi, o la Veillà, la veglia della Fiera di Sant'Orso.

Le comunità walser

A rendere il quadro ancora più vario ci sono le comunità walser della valle del Lys, a Gressoney e Issime, discendenti di popolazioni di lingua germanica arrivate dal Vallese nel Medioevo. Qui si parlano dialetti alemanni, chiamati titsch a Gressoney e töitschu a Issime, e l'architettura tradizionale, con le case in legno e pietra, porta il segno di questa origine.

Cosa significa per chi viaggia

Per un ospite, il bilinguismo valdostano è soprattutto una curiosità da scoprire: i nomi delle vie, le insegne, le etichette dei vini e dei formaggi raccontano questa doppia anima. Tutti parlano italiano, quindi non ci sono problemi di comunicazione, ma provare a salutare con un bonjour è sempre apprezzato. I padroni di casa di Le Coin d'Antan e Petit Abri parlano italiano, inglese e francese, e accolgono volentieri anche ospiti dalla vicina Francia e dalla Svizzera romanda.

Consiglio pratico: i toponimi valdostani conservano la grafia francese e la pronuncia locale non sempre corrisponde a quella che ci si aspetta leggendoli. Se avete dubbi, chiedete pure in paese: è un ottimo modo per iniziare una conversazione.

Vivi la Valle d'Aosta da Le Coin d’Antan

Due appartamenti indipendenti nella frazione collinare di Excenex, a circa dieci minuti d'auto dal centro di Aosta: Le Coin d’Antan, su due livelli, e Petit Abri, intimo rifugio in legno. Cucine complete e la quiete della montagna.